Stiamo tornando all’energia nucleare. Non sono bastati due referendum popolari nazionali contrari dei cittadini italiani. Non è bastato Chernobil, Fukushima, gli allarmi ripetuti per il pericolo che una centrale nucleare rappresenta, l’infruttuosa ricerca ancora in corso in Italia di un sito dove collocare le scorie delle vecchie centrali. Per non parlare del costo altissimo, tutto a carico dello Stato e cioè dei cittadini, del Piano di smantellamento – decommissioning – delle vecchie centrali arrivato a superare gli 8 miliardi di euro, 16 mila miliardi delle vecchie lire. No, la destra e il partito del nucleare tornano all’attacco e raccontano favole sin dal titolo del ddl delega che definisce il nucleare con l’aggettivo “sostenibile”.

Cos’è sostenibile per i cittadini? Una politica di generazione dell’energia da fonti non inquinanti e sicure oppure una nuova dipendenza dall’estero e un nuovo pericolo da aggiungere ai nostri territori già martoriati da dissesto e inquinamento? Un modello energetico diffuso cogestito da cittadini che sono contemporaneamente prosumer – produttori e consumatori- oppure un modello come quello da fonte nucleare che richiede altissimi costi, concentrazione di potere, riservatezza dei dati, sicurezza militarizzata, popolazione residente risarcita con la “monetizzazione del rischio”?

“Delega al Governo in materia di nucleare sostenibile“: questo il titolo del ddl delega presentato dal Ministro Pichetto Fratin in 4 articoli che, se approvati dal Parlamento, stroncano di fatto ogni possibilità non solo dei cittadini ma delle stesse Amministrazioni locali, persino delle Regioni, di opporsi all’installazione sul proprio territorio di nuovi impianti nucleari. In mancanza di “leale” collaborazione (cioè se i cittadini rifiutano l’installazione dei nuovi impianti) il Governo può procedere comunque anche a tutela del privato cui ha riconosciuto la titolarità di acquisire e installare in azienda un nuovo reattore nucleare SMR prevedendo e legittimando l’aggiramento di norme vigenti sia urbanistiche che di controllo sanitario e ambientale.

Questo provvedimento spazza via ogni pronunciamento popolare precedente, ogni minimo spazio di democrazia partecipata. È arroganza decisionista dei fautori dell’”ideologia nucleare”, è dittatura del potere visto che al territorio che si oppone democraticamente non è lasciato scampo: al Comune e ai cittadini presi nella rete sono assicurate solo compensazioni finanziarie e sconti in bolletta in cambio della perdita della qualità della vita e della propria serenità visto che sono costretti a convivere nelle vicinanze della nuova centrale nucleare, di grande o piccola taglia che sia.

Sinistra Futura lancia un appello: non lasciate che venga offesa l’intelligenza dall’ associazione del colpevole attuale costo dell’energia con la prospettiva di centrali nucleari che saranno operative tra 10 anni e forse più e che sono e saranno fuori mercato se non saranno sostenute da un robusto sostegno di denaro pubblico. Ricordate che questi partiti al governo sono quelli che dovevano togliere le accise dai carburanti, che invece hanno imposto i rigassificatori e hanno mantenuto l’iva lucrando sull’innalzamento delle bollette.

Sinistra Futura chiede ai partiti di opposizione, alle forze sindacali, alle associazioni ambientaliste, alle aziende che puntano davvero alla indipendenza energetica che può venire solo dalle energie rinnovabili alternative sia alle fonti fossili che al nucleare, ai cittadini tutti, stanchi della prepotenza delle lobby, di opporsi alla approvazione parlamentare della delega per costruire contro il volere popolare nuove centrali nucleari in Italia.

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