Premessa a questa recensione.
Questo NON è un libro edito in Italia. La decisione di recensire questa raccolta è perché ritengo che la recensione non dev’essere solo riferita al prodotto in se ma dev’essere uno strumento che guarda a quello che è l’ambiente in cui il prodotto (in questo caso i libri) è immerso. Viviamo in un’epoca dove la produzione di libri si è decuplicata rispetto agli anni passati, c’è una tale quantità di materiale che sta quasi diventando tutto rumore. E allora se la narrativa moltiplica gli autori ma non incrementa la qualità, almeno sulla saggistica proviamo a mantener alto il livello qualitativo. Per quanto mi riguarda il testo che qui recensisco ha un livello qualitativo in termini sociale e storico molto elevato ed è un vero peccato che (almeno per quanto mi sia noto) non vi sia un prodotto simile nel mercato Italiano. Sicuramente non è l’unico testo che non è stato tradotto ma se nel contesto saggistico non manteniamo un rapporto profondo con il mondo, rischiamo di chiuderci in idee comode e calde che limitano il nostro pensiero invece che espanderlo.
Questa è una raccolta di 77 manifesti femministi, divisi per affinità in 8 sezioni. Questa raccolta ci immerge nelle volontà, nei sogni e nelle speranze delle donne, che sebbene abbiano migliorato la loro condizione di disparità con l’uomo, sono ancora lontane da avere e da sentire una vera uguaglianza. Questo si evidenzia nelle scelte, nella possibilità economica e soprattutto nell’uso del proprio corpo. Tutti i manifesti elaborati per singole pensatrici o per collettivi racchiudono la volontà di emancipazione delle donne nei loro manifesti e lo gridano (giustamente) con rabbia e dolore perché l’emancipazione non si è ancora compiuta. Purtroppo questo libro non è edito in Italia e si trova solo in lingua inglese. E’ un vero peccato perché tutti questi manifesti evidenziano il mondo variegato delle visioni femministe del mondo, rappresentano l’energia delle donne e la loro voglia di riscatto. Queste visioni sebbene diverse hanno tutte lo stesso denominatore. Il rovesciamento e il cambiamento della condizione della donna nel mondo storicamente maschilista.
Dalla schiava Sojourner Truth che nel 1851 scrive il manifesto “I am as strong as any man”, quasi una preghiera per dare alle donne la possibilità di essere come e più degli uomini; passando per i manifesti che mettono al centro le questioni sociali del divorzio e dell’aborto, e quelli che mettono al centro la questione sessuale, fino ad arrivare ai giorni nostri dove le questioni della fisicità legate alla violenza, della disparità sociale e la riapertura delle questioni su aborto e divorzio; i manifesti evidenziano le gravi differenze che le donne devono subire.
Da questa bellissima raccolta si esce più consapevoli non solo della condizione delle donne ma anche con la voglia di voler fare di più, di cambiare il mondo in tutto quello che non va e c’è di sbagliato. Il femminismo è rivoluzione, culturale, sociale, fisica ed economica, ed è quello di cui abbiamo disperatamente bisogno al giorno d’oggi.
BURN IT DOWN! – Feminist manifestos for the revolution – A cura di Breanne Fahs







