Nel numero precedente di Restart abbiamo raccontato il periodo compreso tra la fine di settembre 2025 e il 15 febbraio 2026, durante il quale è entrato in vigore — il 10 ottobre — un fragile cessate il fuoco, più volte violato da parte di Israele, con oltre 400 persone già uccise a seguito dei bombardamenti entro metà febbraio. In questo numero ci spingiamo fino al 21 maggio. Diamo uno sguardo anche alla Cisgiordania, da cui riceviamo la notizia dell’imminente demolizione della Scuola di Gomme, che abbiamo costruito nel 2009 e che è diventata un simbolo di difesa del diritto all’istruzione in Palestina. A Gaza purtroppo la situazione non è migliorata. Ad oggi ancora gli aiuti umanitari diretti alla Striscia rimangono bloccati fuori dai valichi, con l’entrata delle merci che avviene primariamente attraverso i canali commerciali autorizzati, fattore che mantiene i prezzi molto alti e la merce insufficiente a soddisfare gli enormi bisogni. I bombardamenti non si sono in realtà fermati, è di questa settimana la notizia di altre uccisioni a Deir Al Balah, personale umanitario colpito mentre distribuiva aiuti. In questo contesto, il nostro staff nella Striscia continua a fare la differenza nella vita quotidiana di migliaia di bambini e famiglie. Il nostro coordinatore locale Mohammed dal Cairo è in contatto costante e coordina il nostro staff nella Striscia, che nel frattempo si è ampliato – oltre 70 persone tra insegnanti, educatori, assistenti sociali, psicologhe e psicologi, logisti, volontari – che gestiscono 10 scuole primarie e 4 scuole per l’infanzia, nelle aree di Deir Al Balah, Khan Younis e Gaza City e organizzano distribuzioni di cibo e altri generi di prima necessità. E’ attraverso le parole delle nostre persone a Gaza, che continuiamo a raccontarvi il genocidio e cosa è diventata la Striscia di Gaza.
1° marzo
Mohammed, che coordina i nostri progetti nella Striscia, oggi ci manda una foto con questo commento: “Oggi un genitore che abita in uno dei campi sfollati a Khan Younis dove il nostro team di supporto psicosociale svolge attività e laboratori per i bambini e le bambine, ci ha donato 40 tute sportive. In un momento in cui la Striscia di Gaza sta affrontando un inverno freddo, questo gesto aiuta a portare un po’ di calore ai più piccoli. Stiamo andando avanti. Umanità che resiste.
19 marzo
Fatima, la Coordinatrice delle nostre Scuole di Emergenza a Gaza ci aggiorna quotidianamente su come stanno bambini e bambine le cui esistenze sono travolte dalla guerra e da un cessate il fuoco che non ha cambiato niente nelle vite delle persone. Oggi è intervistata al GR1, da Cecilia Rinaldini. Racconta di quanto il cessate il fuoco sia una bugia, delle estreme difficoltà che la popolazione affronta nella Striscia, soprattutto l’infanzia, di quanto sia difficile comprare qualcosa al mercato perché tutto costa troppo. Ci emoziona sentire la sua voce e l’orgoglio che traspare quando racconta del lavoro quotidiano del nostro team è una luce di forza e speranza.
1°aprile
Oggi Mohammed condivide una foto incredibile. No, non è il nostro ufficio in Italia, anche se potrebbe sembrare. È la dimostrazione che è possibile far rifiorire le comunità con poetica bellezza anche là dove tutto sembra perduto. La foto è scattata a Gaza. Ed è il luogo, messoci a disposizione da un’organizzazione locale con cui collaboriamo, dove stiamo tenendo le selezioni per alcune nuove posizioni aperte. Perché sì, non solo Vento di Terra non si è mai fermata nella Striscia, ma le nostre attività si stanno ampliando. Le scritte sulle pareti sono di una forza commovente e raccontano molto della straordinaria capacità con cui gli esseri umani riescono a continuare a guardare al futuro anche nel pieno di una catastrofe: “Non importa come ti senti: alzati, vestiti, fatti vedere e non mollare mai.”
9 aprile
Ci piace chiamarle Tende dei Bambini. Un nome che tiene insieme memoria e presente. Che richiama la Terra dei Bambini — uno spazio che oggi non esiste più, ma il cui spirito continua a vivere nell’impegno concreto del team che lo animava, e che ancora oggi sceglie di esserci, ogni giorno, per i più piccoli. Nella Striscia di Gaza, a Gaza City, Al-Nuseirat e Khan Younis, dal mese di dicembre abbiamo reso operative quattro Tende dei Bambini: spazi sicuri, inclusivi, pensati per accogliere bambine e bambini sfollati tra i 3 e i 5 anni. Luoghi dove ritrovare una routine, tra attività educative e supporto psicosociale, ogni giorno dalle 7:30 alle 13. Qui le maestre lavorano in rete con assistenti sociali e psicologi già attivi nelle vicine scuole di emergenza per la primaria, creando continuità educativa e restituendo fiducia e speranza. Le Tende dei Bambini coinvolgono 242 bambine e bambini e tengono insieme connessioni reali: tra team, progetti e comunità. Una rete viva che sostiene, ascolta, accompagna. Ma soprattutto sono spazi che restituiscono un senso di sicurezza, cura e normalità, in mezzo alla distruzione. Perché anche qui, l’infanzia continui a trovare il suo spazio.
18 aprile
Mentre a Gaza il cessate il fuoco non è un cessate il fuoco, in Cisgiordania l’accelerazione all’annessione di terra da parte di Israele e l’impennata nella violenza da parte dei coloni sono spaventose. Oggi il nostro Abed, che segue uno dei progetti che stiamo realizzando in area C, scrive queste righe: “Oggi, dopo aver svolto alcune attività per i bambini e le bambine sfollate a causa degli attacchi dei coloni, durante il nostro viaggio di ritorno siamo stati oggetto di un attacco da parte di un gruppo di coloni composto da 5-6 persone. Viaggiavano su un veicolo fuoristrada utilizzato per inseguimenti, con il quale ci hanno intercettati e hanno cercato di fermarci mentre erano armati di lunghi bastoni. Hanno anche tentato di rompere i finestrini della nostra auto colpendoli con i bastoni. Per evitare qualsiasi collisione, grazie a Dio, siamo riusciti a fuggire rapidamente con l’auto. Ci hanno inseguiti per circa 2 km su una strada sterrata. Tuttavia, grazie a Dio, tutti noi (3 animatori, Diyaa ed io) stiamo bene e siamo riusciti a raggiungere una zona sicura prima che ci raggiungessero”. Ammirazione e riconoscenza per il profondo senso di responsabilità e il coraggio con cui il nostro staff continua a fare il proprio lavoro.
23 aprile
Con l’inizio del nuovo progetto sostenuto dall’agenzia ONU OCHA, le nostre scuole aumentano e con loro il nostro staff. Oggi giornata di formazione iniziale per tutto il team, gli scatti che ci arrivano da Fatima sono come al solito bellissimi. Tutta la forza e la bellezza di questi magnifici professionisti traspare dai loro sguardi e sorrisi.
25 aprile
L’Università degli Studi di Firenze ha lanciato la Borsa di Studio Insieme per la Palestina, rivolta a studenti e ricercatori palestinesi. La giriamo subito a tutti coloro che a Gaza pensiamo possano essere interessati. Abu Karim ci risponde subito e dopo qualche ora scrive nuovamente: “Mio figlio ha presentato le domande necessarie.
Spero che possa avere la possibilità di ottenere questa borsa di studio”.
17 maggio
La foto di oggi non può che avere questo come sottotitolo: “From Gaza with love”. Una psicologa con pollici e indici a formare un cuore e i bimbi e le bimbe di una delle nostre Tende dei Bambini che ci guardano sorridenti.
19 maggio
Oggi apprendiamo una notizia terribile. La demolizione della nostra Scuola di Gomme nel villaggio palestinese di Khan al-Ahmar sembra imminente. Non è la prima volta che arriva una notizia simile, ma nella Cisgiordania di oggi suona molto più grave. Bezalel Smotrich, Ministro delle Finanze israeliano, a seguito del mandato di arresto nei suoi confronti, da parte della Corte Penale Internazionale, ha annunciato l’intenzione di distruggere l’intero villaggio per rappresaglia. Ha già firmato una direttiva ministeriale che ordina di espellere tutti gli abitanti e demolire ogni costruzione.
Abbiamo costruito la Scuola di Gomme nel 2009 e da allora ha istruito generazioni di bambine e bambini palestinesi permettendo a centinaia di studenti di completare gli studi. Siamo seriamente preoccupati che a queste dichiarazioni possano seguire i fatti. Per questo ci attiviamo subito con i nostri contatti al Parlamento Europeo, sperando che possa servire a qualcosa.
21 maggio
72 membri del Parlamento Europeo hanno inviato una lettera alla Presidente von der Leyen, all’Alta Rappresentante Kallas e al Presidente Costa per chiedere immediato intervento e procedere con sanzioni, scrivendo proprio che “se l’UE non reagirà alla demolizione della scuola, non solo verrà negato il diritto all’istruzione dei bambini palestinesi, ma sarà anche compromessa la credibilità delle politiche europee di cooperazione allo sviluppo e il ruolo dell’UE quale difensore dei diritti dei minori nel mondo.” Piccoli segnali che forse non bastano, ma che ci incoraggiano ad andare avanti.










