Libro “Il suicidio della pace”
Autore: Alessandro Colombo
Pag. 333, 2025, Raffaello Cortina Editore, Euro 25
Dopo quasi quarant’anni dalla fine della Guerra fredda, la guerra è tornata dalla periferia al centro del sistema internazionale, costringendo l’Europa e il mondo a confrontarsi persino con il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze. Secondo l’analisi sviluppata nel libro non siamo di fronte ad un “omicidio” consapevolmente perseguito da parte di chi ha attentato all’ordine uscito dalla seconda guerra mondiale o da parte di chi adesso anche in Occidente forza per il suo rovesciamento, ma piuttosto il fallimento dell’ordine internazionale liberale ha le caratteristiche di un “suicidio” perché parte da una la crisi interna che si è aggravata negli ultimi 30 anni fino a diventare collasso dell’ordine internazionale esistente: un collasso che investe i rapporti diplomatici, le istituzioni internazionali, la globalizzazione economica e le norme fondamentali della convivenza internazionale – a cominciare da quelle sull’uso e sui limiti dell’uso della forza. Da qui l’urgenza di chiedersi come sia stato possibile arrivare a questo punto di non ritorno, dopo le illusioni e l’euforia di soli trent’anni fa. Evitando di contrapporre una presunta età dell’oro della giustizia internazionale alla regressione attuale che in realtà è figlia di contraddizioni irrisolte già presenti nella fase costitutiva dell’ordine mondiale sempre più messo in discussione, scardinato e difficilmente riparabile. Secondo l’autore oggi il contesto internazionale è fuori controllo e la crisi sistemica dei precedenti equilibri geopolitici si accompagna alla crisi distruttiva delle regole di convivenza per cui la fase storica attuale è persino più preoccupante di quella di fine ‘800 che poi ha portato i nazionalismi a ben due guerre mondiali. La tragedia di Gaza è ben significativa di dove sta andando il mondo: quello che di tremendo sta facendo il Governo israeliano non ha i caratteri della eccezionalità ma piuttosto quello della esemplarità. Per questo le logiche che ci portano alla guerra rischiano di vincere e piegare le opinioni ad una assuefazione mostruosa. Non facciamoci illusioni, non ci salverà nessun Sud Globale. Con la fine della centralità europea bisogna attrezzarci con ben altre capacità politiche di visione e di iniziativa perché il 21 secolo più che scontro di civiltà sarà scontro di legittimità dopo cento anni di lotte anticoloniali.
Alessandro Colombo insegna Relazioni internazionali nel dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici dell’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni, La disunità del mondo (Feltrinelli 2010), Tempi decisivi (Feltrinelli 2014), Guerra civile e ordine politico (Laterza 2021). Nelle edizioni di Raffaello Cortina editore ha pubblicato Il governo mondiale dell’emergenza (2022) e Il suicidio della pace (2025).






