Un libretto piccolo e poco pesante, un centinaio di pagine in tutto. Il peso specifico del testo però è estremamente elevato.
Nella premessa Han cita un’osservazione di Marshall McLuhan del 1964: “La tecnica dell’elettricità è però in mezzo a noi, e noi siamo storditi, sordi, ciechi e mutici fronte alla sua collisione con la tecnica di Gutenberg”. Per Han infatti sta accadendo lo stesso in questi anni con il cambio dall’analogico al digitale “Questa cecità e il simultaneo stordimento rappresentano la crisi dei nostri giorni”.
Lo sciame è una moltitudine composta da individui che assume una forma diversa in ogni istante ed è leggera perché priva di massa essendoci tanto spazio tra un individuo e l’altro. Spazio che evidenzia la disunione, la mancanza di un sentire comune. Ci si muove per “simpatia” alla ricerca della sopravvivenza.
Han, con precisione chirurgica, analizza il cambiamento degli uomini e il loro modo di pensare nell’era digitale. L’individuo non è più l’elemento riconoscibile nella massa ma il qualcuno anonimo che afferma la sua indipendenza intesa come non appartenenza.
Le dinamiche di questo cambiamento sono processate passo passo e durante lo scorrere del libro passiamo dal livello più basso, quello dell’individuo, al livello collettivo, quello dello sciame.
La folla, la massa non esiste più. Il peso specifico nei confronti del potere cessa di esistere. Ma c’è di più, anche il potere si evolve e propone modelli piacenti al nuovo homo digitalis.
Un libro intenso dove Han scruta ed osserva l’evoluzione-involuzione dell’uomo al suo ingresso nell’era digitale.
NELLO SCIAME – Visioni del digitale
Autore: Byng-Chul Han
Editore: Figure nottetempo
Anno 2015






