Viviamo tempi spaventosi, quando sotto i colpi di una reazione sempre più aggressiva e spietata non cadono più soltanto i diritti e le conquiste del movimento operaio del ‘900, ma la stessa democrazia, così come la conosciamo, che si avvia verso il suo stesso tramonto, lasciando spazio ad un “governo dei ricchi” definitivamente e nuovamente dichiarato ed ostentato. Tutto avviene senza che ci siano rigurgiti di orgoglio o fenomeni di autentica, consapevole e, soprattutto, diffusa resistenza. Persino le parole – blasfeme – dei vertici di istituzioni internazionali e nazionali che, ignorando indicibilmente la dichiaratissima volontà della popolazione, parlano apertamente di guerra, vengono digerite dagli abitanti del villaggio globale come fossero parole che non avranno conseguenze. In realtà, sono pronte e promosse dallo schieramento di truppe mediatiche, decisioni gravissime come quella  del riarmo dei singoli Paesi europei che, se realizzata, porterà all’ ulteriore allontanamento tra gli stati membri e alla dissoluzione dell’Unione Europea, creando i presupposti per future nuove guerre.

Come siamo arrivati a tanto?

Sono certissimo del fatto che l’assenza di una sinistra forte, rappresentativa e internazionazionale, sia stata la condizione che, più di qualunque altra, ha favorito l’avanzata delle destre e della reazione conservatrice: due mondi che non possono fare a meno l’ uno dell’ altro. I componenti del primo, amano le gerarchie e ritengono che chi è povero debba saccheggiare chi lo è di più, e vengono coccolati e finanziati da quelli del secondo, i quali si nascondono dietro varie definizioni, ad esempio: “liberali”. Amano la libertà, ma solo la propria. Oppure: “moderati”. Pretendono la moderazione, ma solo nelle richieste di chi, sfruttato, vorrebbe vedere alleggerito il carico del giogo che gli grava sul collo.

Una meravigliosa miscela di pensiero tossico e di azioni moralmente indicibili che da secoli ammorbano l’umanità.

Non si può rimanere a guardare!

Noi di Sinistra Futura, consapevoli dei pochi mezzi a disposizione e degli ostacoli che dovremo affrontare, abbiamo intrapreso il cammino per la costruzione di quella sinistra – quella che oggi non c’è – e non intendiamo fermarci. In Sardegna si prosegue consolidando la nostra comunità politica. Il 15 e 16 febbraio ci siamo trovati a Bosa per la nostra conferenza organizzativa, due giorni di generosa circolazione di idee e di sana socializzazione, dove si potevano allargare i polmoni e respirare aria pulita: aria di rinascita.

Il titolo dell’iniziativa è stato: “làmpanas” (lampade), il motto: “illuminare il futuro “. Poco meno di 200 compagni e compagne, da tutta la Sardegna, si sono presentati a Bosa per incontrarsi e discutere di cosa si dovrà fare e di come farlo, nel prossimo futuro, affinchè quelle lampade possano illuminare la dura strada che ci siamo impegnati a percorrere.

L’augurio è che sia la Sinistra rinnovata a illuminare il futuro. Non dobbiamo temere il futuro né il pozzo buio dove vorrebbero cacciarci perché noi abbiamo il potere di illuminare il futuro con le nostre idee e le nostre lotte, le nostre LA’MPANAS!

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