IL CASO VENEZIANO COME LABORATORIO POSSIBILE
La prossimità come fondamento democratico
Parlare oggi di democrazia di prossimità significa riportare al centro del discorso pubblico due parole – democrazia e prossimità – che vengono spesso richiamate ma di rado praticate. Non appartengono al linguaggio dell’astrazione: toccano il presente, interrogano il modo in cui le persone riescono realmente a contare nelle decisioni che le riguardano e a essere cittadine e cittadini a pieno titolo.
Rimettere al centro questi concetti significa interrogarsi su come viviamo insieme, su come esercitiamo l’ascolto, su come costruiamo le nostre città. Significa lavorare a un modello di convivenza che restituisca fiducia, partecipazione e responsabilità condivisa.
In una città come Venezia, questa riflessione assume un valore particolare. La sua conformazione fisica e sociale – straordinaria e fragile, grandissima e piccolissima al tempo stesso – rende evidente quanto sia delicato tenere insieme ciò che rischia di dividersi: tra acqua e terra, tra centro e periferia, tra giovani e anziani, tra residenti e turisti, tra chi governa e chi subisce le scelte, tra chi resiste e chi se ne va.
La democrazia che nasce dalla vicinanza
La democrazia di prossimità è quella che si costruisce nei luoghi della vita quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nei comitati, nelle comunità che sperimentano problemi e soluzioni. Si fonda sulla relazione, sulla fiducia, sulla conoscenza reciproca.
Ma questa democrazia relazionale, per esistere davvero, ha bisogno di strumenti concreti: luoghi istituzionali, competenze, risorse. È qui che entra in gioco il decentramento, non come formula burocratica ma come principio politico: le decisioni devono essere prese il più vicino possibile a chi ne vive gli effetti.
L’articolo 17 del Testo Unico degli Enti Locali aveva definito questo modello, chiedendo ai Comuni sopra i 250.000 abitanti di dotarsi di circoscrizioni capaci di esercitare funzioni di partecipazione, consultazione e gestione dei servizi di prossimità.
Lo svuotamento delle Municipalità di Venezia
Nella realtà veneziana, ciò che era nato come un sistema di partecipazione viva ha progressivamente perso struttura e capacità. Le Municipalità continuano a esistere, ma sono state private negli anni di deleghe, risorse e autonomia. Questo ha generato conseguenze concrete: la chiusura dei servizi di prossimità, il trasferimento del personale, la riduzione dei fondi disponibili, la mancanza di una interlocuzione reale con il livello centrale del Comune.
In questo contesto, la Municipalità di Venezia–Murano–Burano rappresenta un elemento particolare: è l’unica Municipalità a guida centro-sinistra in una città governata da dieci anni dal centro-destra. Ha cercato di mantenere vivo lo spirito originario del decentramento, lavorando sull’ascolto e sul confronto quotidiano con residenti, associazioni e comitati.
Una città come laboratorio democratico
Ripensare oggi il decentramento significa considerare Venezia non solo come un luogo fisico, ma come un laboratorio politico che contiene in sé questioni decisive: l’insularità, la fragilità urbana, la convivenza tra residenti e flussi turistici, la distanza tra centro decisionale e bisogni dei territori. Una città come Venezia può tornare a essere un laboratorio di democrazia se saprà riattivare energie dal basso, ricostruire fiducia e dare spazio alle comunità locali.
Restituire potere ai territori
Se si vuole rilanciare una politica di prossimità, occorre ridare forza ai processi partecipativi: coinvolgere cittadini, associazioni, gruppi informali, comitati di quartiere. La democrazia è viva solo dove c’è condivisione: dove le persone tornano a essere parte dei processi decisionali. Restituire potere ai territori significa restituire forza alla democrazia stessa. In una città come Venezia, questo significa anche restituire futuro.
Nota: Questo articolo rielabora l’intervento introduttivo tenuto a Venezia all’incontro pubblico “Democrazia di prossimità e decentramento”, promosso dal Gruppo Verde Progressista della Municipalità di Venezia









