
“Contro le guerre, per la pace, il lavoro, la Costituzione” — Documento congressuale di Sinistra Futura
Roma, 13-14 giugno 2026
Identità, origini e visione politica
Sinistra Futura giunge al suo primo congresso nazionale dopo un percorso di ascolto, partecipazione e proposta politica che ne ha consolidato l’identità. Il movimento è nato per rispondere alle aspettative di una sinistra che i partiti esistenti hanno progressivamente abbandonato, raccoglie attorno a sé militanti con lunga storia politica e nuove generazioni che si sono riavvicinate all’impegno civile grazie al lavoro di Sinistra Futura. Le storie personali dei militanti e le nuove sensibilità convivono nella convinzione che partire dai bisogni reali dei territori sia il modo più autentico di fare politica.
Il riferimento identitario centrale è la Costituzione repubblicana antifascista, nata dalla convergenza delle forze della Resistenza, considerata non solo un testo giuridico ma una guida per trasformare la società in senso egualitario. Il movimento non teme di riconoscersi nella grande tradizione del socialismo, inteso come cambiamento radicale e riformatore della democrazia: un percorso che investe l’economia, la pace, le libertà, il rispetto dell’ambiente e il benessere individuale e collettivo.
Sinistra Futura non nasce per confluire in un partito già esistente, ma per unire quella vasta area della sinistra che ha un’identità chiara ma fatica a trovare rappresentanza coerente. Il congresso è chiamato a definire se il movimento vorrà essere il nucleo federatore di un partito della pace e della giustizia sociale, capace di presentarsi alle elezioni con una lista unitaria e di eleggere propri rappresentanti in Parlamento e nelle autonomie locali. La domanda di fondo a cui il congresso deve rispondere è se Sinistra Futura saprà costruire quel soggetto politico che trae la sua ragion d’essere dalla Costituzione, dalla pace e dal socialismo riformatore.
Il contesto internazionale: la scelta tra pace e guerra
Il documento dedica ampio spazio alla condizione globale attuale, descritta come segnata da conflitti sempre più estesi, nell’ imperialismo aggiornato e nella concentrazione abnorme del potere economico e politico. Oltre 50 conflitti sono attivi nel mondo. La guerra, che Papa Francesco aveva descritto come “a pezzi” e Papa Leone XIV ha denunciato con forza, torna a essere strumento ordinario della politica internazionale, con effetti devastanti soprattutto sui civili. La tecnologia bellica ha amplificato la capacità distruttiva, cancellando ogni etica universalmente riconosciuta nel condurre i conflitti.
Le istituzioni sovranazionali nate dopo la Seconda guerra mondiale — l’ONU, il diritto internazionale, la Carta universale dei diritti umani — non sono riuscite a scongiurare il ripetersi della guerra. In ottant’anni i conflitti si sono susseguiti, mossi dalle stesse ragioni: accaparramento di materie prime, servaggio economico e politico delle nazioni più deboli, brama di profitto del capitalismo globale.
Per Sinistra Futura il rifiuto della guerra non è una posizione tra le altre, ma un principio fondante e discriminante rispetto alle alleanze politiche: nessuna collaborazione è possibile con chi giustifica o approva l’uso della forza bellica come strumento. Il movimento richiama l’articolo 11 della Costituzione e vede nell’Italia un potenziale protagonista della mediazione internazionale nel Mediterraneo e nel mondo, capace di costruire autorevolezza attraverso la pratica della coesistenza e del diritto. Il multilateralismo e una coscienza comune per garantire benessere e diritti reali alle persone sono indicati come la strada per superare la logica del profitto illimitato dei pochi.
L’Europa: un progetto tradito da rifondare
L’Europa ha tradito l’ideale del Manifesto di Ventotene. Da progetto politico di pace, benessere e crescita condivisa si è ridotta a un contenitore economico dominato dai mercati, privo di controllo democratico, in cui la competizione tra Stati ha preso il posto della solidarietà tra popoli. Le istituzioni europee sono governate da logiche burocratiche e finanziarie piuttosto che dalla volontà comune dei cittadini.
Il sintomo più grave di questo declino è il riarmo europeo: le risorse degli Stati vengono assorbite dagli armamenti mentre il welfare viene eroso. Sanità, istruzione, pensioni, assistenza sociale e sostegno alle fasce deboli sono messi sotto pressione, mentre si concedono ampie deroghe al divieto di indebitamento per finanziare le spese militari. I parametri di Maastricht rimangono invece intatti per la spesa sociale. Sinistra Futura ritiene semplicemente folle che 450 milioni di cittadini europei, dotati di elevata capacità innovativa e culturale, non riescano a immaginare un futuro comune e lascino invece spazio a nazionalismi e sovranismi che riportano indietro l’orologio della storia.
Il movimento chiede un’Europa che usi la propria forza diplomatica ed economica per costruire la pace, che sia protagonista nel dare dignità e futuro alle giovani generazioni, garante del diritto internazionale, difensore dei diritti dei popoli contro genocidi, apartheid e privazioni di libertà. Sinistra Futura continuerà a essere presente in ogni manifestazione a difesa del popolo palestinese e di tutti i popoli privati del diritto all’autodeterminazione.
Lavoro, economia e giustizia sociale
Il lavoro è al centro del progetto politico di Sinistra Futura. Il documento denuncia come oggi il lavoro sia parcellizzato dalla tecnologia, sostituito dall’intelligenza artificiale senza vincoli etici, svilito come mezzo di promozione sociale e ridotto a mero strumento di profitto per l’impresa. Conquiste fondamentali ottenute con decenni di lotte — dal salario equo alla sicurezza, dalla stabilità alla contrattazione collettiva — vengono progressivamente smantellate.
La precarietà lavorativa è identificata come il punto in cui l’ingiustizia sociale si fa più acuta: senza lavoro stabile e sicuro, l’individuo perde la capacità di costruirsi una dignità personale e familiare e di partecipare attivamente alla vita sociale. Il rifiuto da parte della destra di un salario minimo e di adeguate tutele è descritto come parte di un’offensiva del capitale che ha effetti devastanti sulla coesione sociale.
Le proposte di Sinistra Futura sul piano economico sono articolate e ambiziose. Il movimento chiede una redistribuzione della ricchezza attraverso una tassazione progressiva e incrementale sui grandi patrimoni e sui profitti eccessivi di banche e imprese monopolistiche. Propone la ri-nazionalizzazione di imprese e servizi essenziali, il rilancio del ruolo pubblico nell’economia come strumento di indirizzo e controllo, e il sostegno all’unità sindacale come valore inestimabile per la lotta dei lavoratori. L’inclusione sociale di tutte le età e i generi, un salario sociale e la limitazione dei profitti d’impresa sono indicati come strumenti concreti per rendere effettivi i diritti sanciti dalla Costituzione.
Parità di genere, femminismo e lotta alla violenza
La questione femminista è trattata come elemento fondante dell’identità politica di Sinistra Futura, non come ornamento dei documenti congressuali. Il documento denuncia la persistenza della cultura patriarcale in tutte le sue manifestazioni: violenza di genere in tutte le sue forme, disparità salariale — le donne guadagnano il 5,6% in meno degli uomini secondo i dati ISTAT di gennaio 2025 —, sottorappresentanza nelle sedi politiche e istituzionali, dipendenza economica intrafamiliare e lavorativa.
Il fenomeno della violenza di genere è descritto come sistemico e culturalmente radicato: circa 6,5 milioni di donne tra i 16 e i 75 anni hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale nel corso della vita, con una quota rilevante di casi non denunciati. Le forme di violenza sono molteplici — domestica, fisica, psicologica, economica, istituzionale — e le istituzioni non riescono ancora a dare risposte adeguate.
Le proposte concrete includono: la reintroduzione dell’educazione socio-affettiva e sessuale nelle scuole come strumento di prevenzione; l’istituzione di un organo nazionale di coordinamento dei centri antiviolenza; sportelli di sostegno psicologico in tutte le scuole e strutture pubbliche; il riconoscimento penale della violenza economica di genere, già oggetto di attenzione nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio dell’aprile 2026. Sul piano culturale, il documento abbraccia il transfemminismo — superando il binarismo di genere — e l’ecofemminismo, che lega la liberazione delle donne alla salvaguardia ambientale, riconoscendo l’intreccio tra oppressioni di genere, classe, razza e crisi climatica. Il linguaggio di genere è indicato non come questione formale ma come atto politico concreto per trasformare i rapporti di potere.
Le priorità politiche e i beni comuni
Il documento individua cinque beni comuni che devono essere sottratti alla logica del profitto e restare proprietà collettiva: aria, acqua, energia, ambiente e dati. Questi beni sono al tempo stesso necessari alla vita e potenzialmente asservibili al controllo dei pochi sui molti. La sovranità di una società, si afferma, implica il pieno governo di tali beni come condizione per ogni altro diritto e libertà.
Altre priorità politiche sono: la sanità pubblica universale, efficace e preventiva; il diritto alla casa come condizione di vita dignitosa; una scuola pubblica che rispetti chi impara e chi insegna e formi cittadini critici; la tutela dell’ambiente come “fabbrica della vita”; una visione urbanistica orientata al benessere collettivo che integri produzione, socialità e sostenibilità. Ogni tema sarà approfondito in documenti allegati al congresso sotto forma di ordini del giorno con proposte immediate e obiettivi misurabili.
La bussola politica e la strada da percorrere
La bussola di Sinistra Futura è sintetizzata in pochi principi fondamentali: eguaglianza, dignità, valore della persona umana, moralità nella gestione della cosa pubblica e piena applicazione della Costituzione. Questi principi non sono solo fondamenti etici ma strumenti concreti per leggere e gestire una realtà sempre più manipolata.
Il movimento si propone come soggetto di “radicalismo riformatore”: non settario, non meramente testimoniale, ma capace di unire la sinistra diffusa nel Paese attorno a un progetto concreto. La sua azione deve coniugare la radicalità dei principi con la concreta spendibilità delle riforme, stando accanto ai movimenti, al sindacato, alle associazioni e ai comitati civici che lottano per una società più giusta.
Far tacere le armi, redistribuire la ricchezza, difendere i diritti di chi lavora e garantire pari dignità a ogni essere umano: questi sono gli obiettivi all’interno dei quali Sinistra Futura riconosce i propri compagni di strada e misura il senso della propria azione politica.
11 maggio 2026









