La mappa del mio ritorno. Memoria palestinese

Salman Abu Sitta

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Si tratta della bella e interessante autobiografia di Salman Abu Sitta, ingegnere palestinese, noto a livello internazionale per la sua testarda ricerca sulla storia del suo popolo e soprattutto per la ricerca scrupolosa della mappa degli insediamenti palestinesi cancellati dalla geografia e dalla memoria dell’Occidente dopo la costituzione dello Stato di Israele sui territori della Palestina storica. Con la cacciata di oltre 700.000 palestinesi nel 1948 interi villaggi sono stati distrutti o hanno assunto il nome dato loro da Israele.

 Bambino di 11 anni, Salman vive la tragedia dell’espulsine dalla sua terra e dalla sua casa nel Sud della Palestina.  Ricorda “Guardai i resti fumanti delle nostre case, le macerie della scuola, il mulino demolito. Il dolore mi ha soffocato, ma non dispero. No. Mi sono sentito come arruolato in una missione di salvataggio, quella missione del ritorno che mi avrebbe accompagnato tutta la vita. 

Quel bambino si troverà a vivere la sua giovinezza nella Striscia di Gaza e si troverà a vivere i giorni terribili della prima occupazione da parte di Israele di quel territorio offrendo in queste pagine una testimonianza precisa. 

Divenuto ingegnere lavorerà in Egitto, Kuwait, Inghilterra, Canada. A Londra fonda la “Palestine Land Society” con la finalità di provare che i palestinesi, secondo il Diritto internazionale, hanno diritto di tornare nelle terre da cui sono stati espulsi. 

Grazie alle sue conoscenze tecniche e a una gigantesca opera di ricerca e ricostruzione storica ha pubblicato quell’Atlas of Palestine che è la più importante e fondamentale ricostruzione della Palestina storica e dei villaggi che l’hanno costituita per circa duemila anni. 

Salman Abu Sitta: “La mappa del Mio ritorno”, 2020, Edizioni Q, euro 15. 

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