di Giovanni Modaffari

È passato poco più di un mese dall’insediamento del Consiglio regionale e della Giunta in Regione Sardegna. Sinistra Futura è presente in Consiglio con tre bravissimi compagni: Paola Casula, Giuseppino Canu e il capogruppo Luca Pizzuto, mentre in Giunta siede la compagna Ilaria Portas alla quale è affidato l’assessorato della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Il lavoro che ci attende in Regione, sarà durissimo e pieno di ostacoli. Ma intendiamo impiegare ogni nostra energia per portarlo a termine e rendere migliore ogni lembo di vita nostra e dei nostri corregionali.

Come primo passo, sono state congelate tutte le VIA relative ai parchi eolici e fotovoltaici che, nei fatti, rappresentano una indiscriminata colonizzazione del territorio per una sproporzionata e violenta campagna speculativa che, infine, priverebbe la Sardegna della possibilità di disporre della propria terra per molti decenni a venire. Occorre uno studio serio che metta in luce ogni aspetto della “questione rinnovabili” e fornisca gli elementi per decidere dove, quanto, come e chi deve agire.

È in corso anche una revisione di tutte le delibere approntate dall’ Amministrazione uscente dopo le elezioni: in gran parte regalie e nomine prive di serie motivazioni. È stato rifinanziato il fondo per i centri antiviolenza, fondi bloccati dalla precedente Amministrazione e la Presidente Todde ha operato la scelta, non solo simbolicamente significativa, di trasferire gli uffici di Presidenza nella sede di Viale Trieste e di utilizzare la più costosa e defilata Villa Devoto solo per attività di rappresentanza.

Le proposte del nostro gruppo, in coerenza con la nostra natura e con le nostre idee, cominciano con il deposito di una mozione per l’immediato cessate il fuoco a Gaza e per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Una seconda mozione riguarda la riattivazione del REIS affinchè venga rifinanziato a 45 milioni, rispetto i 15 previsti dalla Giunta Solinas e venga reso accessibile con i criteri originari, cioè i nostri, più aperti e realistici: fino a quando era stato attivo aveva concesso sollievo a 21000 famiglie e sappiamo che le condizioni di vita attuali sono sensibilmente peggiorate rispetto agli anni passati.

Abbiamo depositato, inoltre, un disegno di legge sul “reddito di studio”. Una norma che garantisce un reddito a chi, a prescindere dall’età, se rimane disoccupato o comunque senza mezzi, decide di iniziare o riprendere un corso di studio, di qualunque ordine o grado. Un grosso incentivo verso lo studio e verso la scuola stessa.

Altre proposte sono in fase di elaborazione e, comunque, abbiamo di che lavorare per la costruzione del nostro partito.

Poco più di un anno addietro, ci trovavamo nella scomoda posizione di non avere più un partito, un simbolo, un riferimento su cui contare e dove confrontare i nostri progetti.

Potevamo contare solo sulle nostre forze e su una bussola: la bussola indistruttibile delle nostre idee. Abbiamo costruito quest’alleanza che qualcuno ha chiamato “Campo Largo” dimostrando che, se si sceglie con chiarezza da che parte stare, si possono superare sfumature e /o punti di vista che ci dividono e che portano le nostre comunità, come il Paese intero, nelle mani di una destra pericolosa e spregiudicata. È chiaro che, per configurarsi come alleanza, non è sufficiente arroccarsi in prossimità di elezioni: come abbiamo visto recentemente in alcune regioni italiane, ma è necessario ragionare seriamente e con onestà fino a raggiungere la prova della possibile convivenza. Per questo motivo, Sinistra Futura, ha fortemente osteggiato la possibilità di accogliere in coalizione le liste di Azione di Carlo Calenda, osservando che si tratta di forza politica esplicitamente conservatrice e quindi incompatibile con qualunque idea progressista: “non bisogna solo avere l’ambizione di vincere, ma anche e soprattutto di vincere bene, mettendo in campo progetti politici coerenti che ci mettano nelle condizioni di cambiare realmente la società …”. le parole di Luca Pizzuto rendono chiara la necessità di vincere le elezioni per poter, poi, agire secondo la nostra natura e volontà. Si è vinto, eccome! Tutti i maggiori centri della Sardegna e Cagliari stessa sono saldamente in mano a Giunte di centrosinistra. Sinistra Futura, c’è.

Che la strada sia quella giusta, ce lo dicono le bandiere che, avanzando, troviamo nella polvere dove, proditoriamente e con troppa leggerezza, sono state abbandonate da chi su quella strada si è perso o si è dato alla fuga: la bandiera della giustizia intesa come libertà nell’ eguaglianza; la bandiera della libertà dal bisogno, dalle ingiurie della povertà e dello sfruttamento, ed infine, la bandiera della partecipazione.

Niente male, direi. Tenuto conto anche del fatto che, tutto questo, avviene senza che nessuno di noi si chiami: Giorgia!

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