Cinque capitoletti intensi come solo una filosofa militante, impegna- ta a insegnare e a far capire il senso profondo degli avvenimenti, sa fare. Maria Luisa Boccia, presidente della Fondazione Centro Rifor- ma dello Stato-Archivio Pietro Ingrao, ripropone in questo suo libro le celebri riflessioni di Norberto Bobbio sul problema della guerra ma per aggiornarle e superarle. Partendo dall’analisi della guerra del Kossovo, definita guerra costituente, per arrivare alla guerra in Ucraina, Maria Luisa Boccia sostiene che “la pace non è un concetto derivato definibile solo a partire dalla guerra e dalla sua conclusione o assenza. E’ un altro principio di un possibile ordine stabile, auto- nomo, giusto”. Dunque in alternativa alla guerra come principio che istituisce un sistema politico, economico, sociale nazionale e inter- nazionale fondato sulla logica della forza e del dominio va proposto e promosso il principio pace che istituisce un sistema politico, eco- nomico, sociale e giuridico basato sul rispetto dei diritti umani, sulla convivenza di popoli e minoranze. E ancora “se si combatte il do- minio, la violenza e la guerra facendo nostra la logica di amico-ne- mico non si fa altro che riprodurre e legittimare il dominio stesso”. Purtroppo oggi “le vie della guerra” non sono bloccate e la logica dei rapporti di forza ha spodestato il primato del diritto internazionale. Per questo un pacifismo attivo deve affrontare non solo la questione del disarmo ma, insieme a questo, la questione di una società più giusta e nonviolenta e di un nuovo ordine internazionale più giusto. Per non ridurre l’Europa a “comparto della Nato” bisogna lottare per la pace con i nostri corpi disarmati promuovendo allo stesso tempo un pacifismo politico sia sul piano istituzionale che sociale.
Maria Luisa Boccia, Tempi di guerra. Riflessioni di una femminista, manifestolibri, pag.75, Euro 10.00
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