le responsabilità della politica e il benessere dei cittadini

Chi prende un treno solo a volte arriva in orario. La stessa RFI considera che i ritardi possano al massimo prevedere il rimborso del biglietto. I costi umani, gli appuntamenti mancati, il danno lavorativo, emotivo, non hanno alcuna considerazione. Il ministro Salvini si è presentato in Parlamento con scuse risibili e sospettando sabotaggi da parte di ignoti. Tralasciamo gli esempi addotti, ma restiamo ai fatti ovvero che da tempo la rete dei trasporti in Italia non assicura una prestazione che sia rispondente non al biglietto, ma al benessere dei cittadini. Se cerchiamo le cause due elementi emergono come importanti: la spesa in manutenzione sia della rete infrastrutturale che del materiale rotabile, la scelta di privilegiare, per l’utile elevato, il trasporto ad alta velocità rispetto agli altri tipi di trasporto.

Per quanto riguarda la manutenzione della rete è evidente che a fronte di un utilizzo massivo della stessa al limite della saturazione, tutto ciò che riguarda il suo adeguamento, ma soprattutto la manutenzione dell’esistente, la sensoristica in tempo reale dei malfunzionamenti, l’uso dei mezzi che la tecnologia mette a disposizione, implicano una spesa crescente e una qualificazione adeguata alle prestazioni che vengono richieste al sistema. Anche il massiccio uso degli appalti e del taglio dei costi ad esso connesso, diviene un elemento critico per il sistema con risvolti importanti per la sicurezza di chi lavora o fruisce delle ferrovie. Di fatto il sistema si è adeguato in maniera asimmetrica e in alcuni punti considerati critici, in un sistema al limite della capacità, le criticità si moltiplicano.

Lo stesso monitoraggio in continuo di una rete che rappresenta un pilastro infrastrutturale fondamentale per il funzionamento e lo sviluppo di qualsiasi società moderna, deve essere adeguato ad una domanda che non subisca come strutturale il ritardo del 15% del trasporto. Mi riferisco ai dati dello stesso gestore della rete. Il Ministro avrebbe fatto cosa utile per se stesso e per il Paese se avesse riconosciuto l’anomalia dei ritardi, ne avesse indicate le cause, se avesse promesso obiettivi a breve e un controllo serrato verso il settore. Queste dichiarazioni in un altro Paese europeo sarebbero state sostituite dalle dimissioni, ma in Italia ci si sarebbe potuto accontentare del rispetto verso gli utenti del servizio pubblico raccontando la verità. In realtà al Ministro Salvini da sempre interessa molto di più il ministero degli Interni, che rispondere delle infrastrutture di un Paese che ha ancora 370 opere pubbliche incompiute, di cui 138 in Sicilia. La stessa Regione in cui lo stesso ministro indica come opera strutturale più importante il ponte sullo stretto e non l’ammodernamento della rete ferroviaria.

Utenti senza diritti

Il nostro Paese registra una progressiva sommatoria di degrado dell’esistente con l’apertura dei cantieri del PNRR e non ha un governo politico e strutturale autorevole in grado di coordinare l’esistente con il nuovo. Chi paga tutto questo sono i lavoratori e gli utenti, ma questo non avviene solo nei trasporti, infatti l’energia sempre più di frequente oltre agli sbalzi di tensione manifesta inspiegabili black out.

Gli acquedotti, endemico e crescente problema a fronte di un cambiamento climatico che precarizza ulteriormente la risorsa idrica, non hanno una gestione strutturale adeguata ai bisogni di chi paga il servizio. Insomma l’Italia in cui viviamo come utenti senza diritti, non solo è a molteplici velocità di servizio, ma è paragonabile a quel Paese che i nostri padri hanno conosciuto, ovvero gli anni 50 dello scorso secolo, quando si è faticosamente usciti dalla ricostruzione. Solo che questo Paese ora dovrebbe essere adeguato a nuove sfide e a una nuova crescita e com’è possibile che questa sia il presupposto per quella società di eguali diritti, di benessere comune, di struttura sociale adeguata alle nuove tecnologie, di ambiente tutelato se le infrastrutture che assicurano mobilità, energia, acqua potabile  non sono parte integrante della politica concreta del governo?

I ritardi e le disfunzioni che colpiscono questi settori cruciali di cittadinanza compromettono la qualità della vita dei cittadini, ma riflettono anche inefficienze e responsabilità che ricadono sulla politica.

Proviamo a indicare per settore alcune cose importanti che una sinistra di governo dovrebbe rendere concreta politica di gestione di un Paese moderno:

La rete ferroviaria

La rete ferroviaria italiana soffre da tempo di ritardi e disfunzioni che influiscono negativamente sui pendolari e sui viaggiatori. Le cause di questi disservizi sono molteplici:

  • Manutenzione insufficiente: La mancanza di una manutenzione regolare e adeguata porta a frequenti guasti tecnici.
  • Investimenti inadeguati: Gli investimenti nella modernizzazione e nel potenziamento delle infrastrutture ferroviarie sono insufficienti.
  • Gestione inefficiente: Problemi organizzativi e gestionali all’interno delle aziende ferroviarie contribuiscono ai ritardi.

Le ferrovie devono investire gli utili di gestione e i fondi strutturali per risolvere questi problemi attraverso una pianificazione efficace e l’allocazione di fondi adeguati, rispondendo degli obbiettivi mancati.

Il settore dell’energia

Anche il settore dell’energia in Italia è afflitto da disfunzioni che possono avere gravi ripercussioni sull’economia e sull’ambiente. Tra i principali problemi:

  • Interruzioni di servizio: Blackout e interruzioni di fornitura energetica sono eventi sempre più frequenti.
  • Transizione energetica: La politica energetica non sempre favorisce una transizione efficace verso le energie rinnovabili, rallentando così il processo di modernizzazione del settore.
  • Regolamentazione complessa: Normative e regolamenti spesso confusi o contraddittori complicano la gestione e lo sviluppo del settore.

Per migliorare la situazione, è necessario un impegno politico deciso verso la sostenibilità e l’efficienza energetica.

Gli acquedotti

Il sistema degli acquedotti italiani è caratterizzato da enormi perdite d’acqua e disfunzioni che compromettono la distribuzione di una risorsa vitale. Le principali criticità includono:

  • Perdite idriche: Le infrastrutture obsolete e male mantenute causano perdite d’acqua significative lungo la rete di distribuzione.
  • Qualità dell’acqua: la qualità dell’acqua erogata in non poche parti del Paese è insoddisfacente e risente delle frequenti interruzioni o delle infiltrazioni di inquinanti, (la vicenda dell’inquinamento da Pfas in Veneto è emblematica), non a caso abbiamo il più alto consumo di acqua minerale in bottiglia d’Europa.
  • Gestione della risorsa: Pur con un referendum che ha stabilito che l’acqua è un bene che deve restare pubblico ed essere di qualità, la gestione inefficiente e la mancanza di investimenti adeguati aggravano le problematiche del settore.

Una politica responsabile di sinistra deve affrontare queste sfide con interventi mirati e fondi sufficienti per modernizzare e migliorare gli acquedotti.

Le responsabilità della politica nei confronti delle infrastrutture pubbliche devono essere assunte come parte di quel benessere dei cittadini che fa la differenza tra certezza e precarietà e in questo la Sinistra deve dire e attuare politiche nette per garantire il loro corretto funzionamento. Sono cose note e dove governiamo bisogna che esse siano parte concreta del cambiamento:

  • Pianificazione e investimento: I gestori pubblici devono garantire una pianificazione strategica a lungo termine e destinare risorse adeguate per la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture.
  • Normativa e regolamentazione: È fondamentale che le normative siano chiare e coerenti e che favoriscano l’efficienza e la sostenibilità.
  • Trasparenza e controllo: La trasparenza nei processi decisionali e nei finanziamenti è essenziale per il controllo dei cittadini e per prevenire sprechi e corruzione.

Affrontare ciò che non funziona in maniera ottimale nelle infrastrutture pubbliche richiede un impegno nuovo nel capire che la disfunzione, il ritardo, l’interruzione di un servizio non sono accidenti del caso, ma che possono essere tolti dall’esperienza quotidiana e che la buona politica cura la qualità delle infrastrutture e del vivere a loro connesso.  Solo attraverso una gestione oculata e responsabile sarà possibile migliorare la rete ferroviaria, il settore dell’energia e gli acquedotti, garantendo così un servizio efficiente e sicuro per tutti i cittadini. Questa è la politica di sinistra che assicura diritti reali, che controlla i pubblici servizi e che ritiene strategico il loro funzionamento per il benessere e la crescita sociale. Usciamo dall’idea neo-liberista del privato nel pubblico e lasciamo alla destra l’idea che dai beni comuni e dalla sopportazione dei privati si possa trarre indebito profitto.

 

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