Noi di Sinistra Futura partiamo dalla realtà, quella che tutti, in diversa misura, viviamo, analizziamo e misuriamo nella sua carica di possibilità. Consideriamo che le possibilità riguardano noi e il nostro futuro e comprendono chi ci è caro, che sono parte delle nostre vite insieme alle attese e al grado di soddisfazione/insoddisfazione che riguarda la relazione tra ciò che avviene e ciò che vorremmo.
La realtà può essere manipolata, distorta, omessa, ma quando entra in noi non può essere ignorata. E di questo siamo consci. Ognuno di noi lo è. Per questo, non solo noi ma una parte importante dei cittadini vorrebbe cambiare quello che non va, quello che è una sopraffazione. Molti vorrebbero giustizia sociale ed equità e sono stanchi di essere manipolati.
Tutti gli sforzi che vengono fatti per alterare la realtà, l’enorme rumore di fondo che la società solleva e che il potere manipola, non bastano nei momenti di silenzio, a occultare un mondo che, per larghissima parte di chi lo vive, è insoddisfacente e oppressivo.
Per Sinistra Futura la politica è ancora lo strumento che serve a governare la società e a determinarne il cambiamento che sarà più o meno somigliante al mondo che vorremmo.
Ma siamo anche consci che gran parte dell’insoddisfazione, che ormai raccoglie più di metà dell’elettorato, nasce proprio dalla sfiducia nella capacità della politica e del potere che genera di modificare, convenientemente alle attese e ai desideri, la realtà.
In questo meccanismo di promesse disattese, di strumenti e loro uso, è finita la sinistra che subisce la delusione della relazione tra l’individuo e ciò che accade nel mondo a esso vicino. Nella meccanica dei rapporti tra consenso elettorale ed effetti pratici del consenso raccolto, la sinistra sconta un livello di attesa ben più elevato.
Dalla destra sappiamo cosa attenderci, ossia la conservazione del potere nelle mani di chi ce l’ha, sia esso occulto o palese. Sappiamo che da essa viene il privilegio verso i pochi e la scarsa attenzione verso i molti. Anzi il loro uso. Sappiamo anche che il culto dell’individuo portato innanzi dalla destra comporta il dissolvimento dello spirito comune e con esso dei diritti eguali per tutti, ben sapendo che proprio la destra non considera gli uomini tutti eguali.
Ma dalla sinistra cosa ci si attende? Quale impegno deve essere da essa onorato?
Le persone si attendono che la sinistra operi per un mondo di giustizia sociale, di eguaglianza, di dignità delle persone, di tutela delle famiglie. Si aspettano che diventi concretezza, la possibilità di avere ciò che è necessario per vivere e un benessere crescente da condividere.
Dalla sinistra ci si attende che vengano difesi i deboli, praticata la pace al posto della guerra, che essa, e non solo vicino a casa ma a partire da questa, difenda i diritti e il valore di ciascuno, pratichi l’eguaglianza, renda concreta la solidarietà.
Quindi la sinistra non può somigliare alla destra. E non può essere confusa con essa proprio a partire dall’esperienza passata nel ventennio fascista, che molto dovrebbe insegnare alla realtà nel non ripetere errori che hanno generato miseria, distruzione, lutti infiniti.
Dobbiamo ricordare che così è nata la nostra Costituzione, da un confronto frontale costato centomila morti all’esercito di liberazione, in cui si è contrapposto il disastro, che aveva causato il fascismo in Italia, alla necessità di avere uno Stato democratico, rispettoso dei diritti di ciascuno, uomo o donna senza distinzione, che rifiutasse la guerra avendone pagato già un prezzo altissimo nel primo e nel secondo conflitto mondiale, che generasse una comunità solidale fondata sul lavoro, sulla sua dignità e nella capacità positiva della politica di migliorare costantemente le vite dei cittadini e di praticare la giustizia.
la realtà ci parla d’altro, del progressivo avvento della forza come unico mezzo per regolare il confronto sia all’interno del paese che tra i diversi paesi.
La realtà ci parla di diritti negati o affievoliti, del lavoro impoverito da vent’anni di stipendi fermi rispetto al costo della vita, di prospettive sempre più esigue che vengono offerte ai giovani e alle giovani nell’intero paese.
Non a caso si parla pochissimo dell’emigrazione dei tanti giovani che non trovano più nel nostro paese la possibilità di poter collocare le loro presenze, la speranza e la possibilità di avere una vita degna, di formare una famiglia, di avere una casa, di crescere dei figli. Anzi lo si denuncia come fenomeno assieme alla denatalità come se questi fatti non fossero conseguenze delle politiche, mentre in Spagna le cose vanno diversamente, nel resto d’Europa l’attenzione al patrimonio rappresentato dalle giovani generazioni è diverso.
In Italia quello che si è interrotto è il rapporto di fiducia che la realtà vissuta e il suo mutare, induce nelle persone e questo è molto pesante, e grave, perché la realtà ha al proprio interno due elementi molto forti: la speranza di cambiare la propria condizione e la volontà di operare perché questo accada.
Queste sono qualità che da sempre la sinistra ha riconosciuto come proprie e le ha contrapposte alla supina accettazione del presente che di per sé stesso rende incapaci le persone di riconoscersi come depositarie del proprio futuro.
Il compito della sinistra è quello di far corrispondere il cambiamento della realtà alla propria azione e se essa non lo fa diventa inutile, prevale la destra, lo sconforto, l’accettazione supina del presente, la fuga dell’emigrazione.
Addirittura non si riconosce più la solidarietà, scompare la giustizia sociale, non si comprende chi è l’avversario e siccome oggi l’ideologia è basata sul potere della forza l’avversario diventa il più debole, colui che ha meno di te, l’immigrato.
Insomma emerge una lotta tra poveri che è una lotta senza speranza inutile a migliorare la condizione di chi la combatte.
Sinistra Futura va al suo primo congresso il 13 giugno ben conscia di quanta sinistra esista nel nostro paese, di quanto le persone chiedono che esso cambi e che venga applicata realmente la Costituzione repubblicana antifascista nata dalla Resistenza.
Questa consapevolezza che esiste un potenziale di insoddisfazione enorme che esprime il partito del non voto, giustifica lo sforzo di cercare di mettere assieme la sinistra diffusa che opera nel sociale, affrontando la critica delle forze disperse che vogliono di più, che vogiono più socialismo, più radicalità delle richieste, più determinazione nel perseguirle, più verità nel rapporto tra chi viene eletto e il potere, più moralità nella politica, più trasparenza nelle decisioni.
Il compito che attende Sinistra Futura prima delle elezioni a cui saremo chiamati il prossimo anno, è anzitutto contribuire a battere questa destra neofascista, e portare innanzi un percorso che cambi davvero il Paese e la vita delle persone a partire dal ruolo dell’Italia in Europa, come paese che sceglie la pace e non il riarmo, Iniziare una stagione di grandi riforme e diritti che riguardino il lavoro, la vita quotidiana, la casa, la scuola e la formazione, l’ambiente, insomma dare certezza alla fiducia comune che faccia intendere alle persone di essere parte di un progetto che li riguarda, che migliora le loro vite, che riporta realtà positiva e si rafforza in ciò che si fa per il presente e per il futuro.
Sinistra Futura nella sua dimensione di movimento politico parte dal basso, dalle persone, si nutre nel confronto. Arriva alla necessità di essere forma politica perché la realtà lo impone e, mentre chiede l’entusiasmo della volontà unito al costante uso della ragione, pone ad entrambe la condizione di essere orientate sempre per la crescita dei diritti comuni, del benessere, della risoluzione dei problemi quotidiani in cui le persone si trovano sole di fronte ad un potere che anziché aiutarle le respinge.
Sinistra Futura parte dalla pace, sviluppa le idee di una economia alternativa basata sulla conoscenza, sull’incremento delle possibilità di lavoro, sul rispetto della dignità delle persone e rifiuta di assoggettare i diritti individuali e collettivi alla logica del profitto crescente e al potere delle multinazionali dell’economia e degli interessi personali dei pochi.
Per noi cambiare la direzione alla realtà di un potere che divora risorse persone e vite è il punto essenziale su cui costruire la politica di sinistra.
E con questa visione e questi obiettivi participeremo alle coalizioni che vorranno realmente cambiare la realtà del paese. È una grande responsabilità quella di riaprire una speranza di cambiamento, non possiamo deludere chi da altri è già stato deluso e con modestia e onestà ci assumiamo il compito di contribuire con determinazione a un progetto socialista, radicale e unitario, che estenda la volontà del cambiare e di renderla parte dell’agire politico.
Con questo sentire giungiamo al nostro primo congresso nazionale sapendo già sin d’ora che il nostro sarà un cammino difficile ma non meno entusiasmante perché esso dà senso e concretezza alla lotta e all’idealità delle tante vite che vedono nell’uomo il portatore di diritti inalienabili e di dignità che non possono essere sminuite o negate, ma solo rafforzate e rese certe dall’azione politica.









