L’Assemblea generale dell’ONU ha approvato il 13 dicembre 2023 una Risoluzione per il cessate il fuoco umanitario nella Striscia di Gaza con 153 voti a favore, 10 contrari e 23 astensioni.
La Risoluzione, non vincolante, chiede un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza, il rilascio di tutti gli ostaggi, e l’accesso umanitario nell’enclave palestinese.

L’approvazione è avvenuta dopo che l’Assemblea ha respinto due emendamenti presentati da Austria e Stati Uniti che chiedevano di condannare Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. Austria, Stati Uniti e Israele hanno votato contro la Risoluzione.
Fra i 23 astenuti e i 10 contrari c’è la maggioranza dei Paesi occidentali, europei e del G7.
Solo Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Malta, Lussemburgo, Belgio e Slovenia hanno votato a favore.
L’Italia è fra gli astenuti come la Germania, il Regno Unito, l’Olanda, la Bulgaria, la Romania, la Slovacchia, l’Ungheria, l’Ucraina.

La scelta degli Stati Uniti di porre il veto nel Consiglio di Sicurezza rimarrà nella storia, come evidente e chiara Dichiarazione di complicità. Purtroppo anche l’Unione Europea, con qualche importante eccezione, continua a stare dalla parte dell’uso della forza incondizionata e arbitraria.
Il Governo e l’esercito israeliano stanno calpestando il diritto internazionale e il diritto umanitario, che chiunque nel mondo avrebbe l’obbligo di rispettare, Israele inclusa.
A Gaza si sta consumando uno dei peggiori crimini di guerra mai compiuti dalla fine della seconda Guerra Mondiale, che dovrà essere giudicato e punito dalle Istituzioni internazionali preposte compresa l’accusa di genocidio.
Secondo il diritto internazionale sono vietate anche l’occupazione, le colonie, gli espropri di case e di terre, le deportazioni, gli arresti arbitrari, i muri di separazione, le vessazioni sulla popolazione civile che da decenni Israele impone alla Palestina.
Continueremo a chiedere il cessate il fuoco immediato e permanente, la liberazione degli ostaggi prigionieri di Hamas, il rilascio dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, una soluzione politica, la fine dell’occupazione e delle colonie, il pieno riconoscimento del diritto del popolo palestinese alla terra, alla libertà e alla autodeterminazione, una pace giusta per due popoli che hanno gli stessi diritti.









