10° rapporto – Dall’abisso dell’apocalisse
Nel numero precedente di Restart abbiamo raccontato il periodo dal 20 giugno al 4 agosto, a pochi giorni dall’uccisione del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran. In questo numero ci spingiamo fino al 6 settembre, periodo in cui l’annunciata reazione iraniana contro Israele, che sembrava già un mese fa certa e imminente, non c’è stata, ma a Gaza la situazione è sempre più catastrofica e in Cisgiordania stiamo assistendo all’operazione militare su più vasta scala dalla seconda Intifada. L’obiettivo dichiarato da Israele è il solito, ovvero distruggere la rete terroristica di Hamas, quello che vediamo sul campo è l’uccisione senza sosta di civili, in piena violazione delle norme di diritto umanitario internazionale. Nel solo mese di agosto in Cisgiordania sono state uccise 95 persone, 41 delle quali in attacchi aerei. Il livello di distruzione delle infrastrutture è massiccio nelle città del nord – Tulkarem, Jenin, Nablus, Tubas – strade e rete idriche distrutte, ospedali occupati dai soldati, coprifuoco, sfollamento forzato di centinaia di persone. A Gaza ormai la gente si trova ammassata nell’11% di quello che già era un territorio piccolo e sovraffollato. Solo nel mese di agosto gli ordini di evacuazione sono stati 12 e hanno costretto ben 250.000 persone a rimettersi in fuga. Ma chi fugge non ha posti sicuri in cui rifugiarsi e il numero di morti e feriti è impressionante, in soli tre giorni tra il 2 e il 5 settembre 110 persone sono state uccise a Gaza, portando il totale delle vittime a quasi 41.000 dallo scorso ottobre. La situazione umanitaria è catastrofica, le epidemie si diffondono in tempi record, sono stati accertati casi di poliomielite, che era stata sconfitta da decenni. Le stesse Nazioni Unite a fine agosto hanno dichiarato che non ci sono le condizioni di sicurezza per operare, eppure le operazioni militari non si fermano e i negoziati per il cessate il fuoco continuano a non portare risultati. Nel frattempo, il nostro staff a Gaza ci stupisce per come affronta ciò che a noi pare inaffrontabile, continuando a lavorare per dare supporto agli altri. Il nostro coordinatore locale Mohammed dal Cairo continua a rimanere in contatto costante con le nostre sette maestre, la coordinatrice, l’assistente sociale, due psicologi e una psicologa, l’animatore del biblio-tuktuk, Abu Karim l’ingegnere della Terra dei Bambini. Costretti a evacuare più volte anche durante le scorse settimane, ora si trovano in diverse zone della Striscia, a nord tra Gaza, Jabalia e Beit Hanoun, al centro tra Nuseirat, Deir Al Balah e Khan Younis. E’ attraverso le parole del nostro staff, come facciamo dall’avvio di questa terribile operazione militare, che vi raccontiamo l’apocalisse in cui è sprofondata da ormai 11 mesi la Striscia di Gaza.
11 agosto
Leggiamo che a Nuseirat ci sono stati forti bombardamenti, il pensiero va subito a Mohammed, il nostro psicologo, che ancora vive lì nella sua casa, anche se è parzialmente danneggiata. Gli scriviamo e ci risponde quasi subito, è stata una notte tremenda, ci conferma, ma lui e la sua famiglia non sono dovuti scappare, sono ancora nella loro casa.
13 agosto
Dopo che Fatima ha perso per l’ennesima volta il telefono durante le varie fughe a cui è stata costretta, per fortuna riusciamo a sentirla sul numero della sorella Mariam. Oggi ci manda delle fotografie bellissime dove riconosciamo Rehab, l’assistente sociale, e Bilal, l’animatore del biblio tuk-tuk. Sono sempre riusciti a restare vicini, ora sono a Deir Al Balah e continuano a organizzare insieme attività per i bambini e le bambine. Li vediamo in mezzo a un cerchio di bambini e bambine nel poco spazio all’aperto ricavato tra una tenda e l’altra, oppure dentro una tenda, quella che lei chiama “il palazzo”, seduti a terra sui tappeti, mentre appendono a una delle pareti tanti bigliettini colorati. Sorridono.
14 agosto
Abu Karim ci manda le fotografie della nuova distribuzione di acqua potabile appena iniziata. Dopo una piccola pausa dalla precedente, in attesa che arrivassero i fondi, da oggi per due settimane le 375 famiglie che come la sua sono rifugiate in un centro del nord della Striscia riceveranno acqua potabile. Ma nel nord il cibo è scarsissimo da mesi, i pochi aiuti alimentari che entrano nella Striscia passano per lo più attraverso il valico di Kerem Shalom e rimangono nell’area centrale e meridionale. Mohammed, il nostro coordinatore, dal Cairo continua a mantenersi in contatto con lo staff a Gaza e segue gli sviluppi sul campo. Sembra che alcuni importatori locali saranno autorizzati a far entrare merce nella Striscia, ma per ora, con le operazioni in corso tra Khan Younis, Nuseirat e Deir Il Balah, la via Salah Ed Din, l’arteria stradale che attraversa la Striscia da nord a sud non è percorribile e quest’opzione rimane per ora una speranza.

18 agosto
Puntuale come sempre, Abu Karim ci manda le fotografie della distribuzione di acqua di oggi. Lunghe file di adulti e bambini sotto il sole, ognuno con la sua tanica gialla da riempire.
20 agosto
Lo psicologo Mohammed continua a organizzare le proiezioni del cinema mobile. I bambini e le bambine sono tantissimi, gli sguardi rapiti dai personaggi sullo schermo. Il cartone animato di oggi insegna come riconoscere gli oggetti inesplosi. Insegnare come riconoscere i pericoli a Gaza vuol dire anche questo.
22 agosto
Oggi sentiamo Mohammed al Cairo, ci aggiorna sugli spostamenti del nostro staff a seguito dei numerosi ordini di evacuazione che si sono susseguiti in questi giorni. Chiama tutti quotidianamente per avere notizie. La psicologa Walaa e la maestra Fadila sono state costrette a una nuova fuga da Khan Younis, ma siamo riusciti a inviare i fondi perché acquistassero delle tende e ora entrambe si sono fermate nella zona più vicina al mare, praticamente sulla spiaggia perché non c’è altro posto. Lì sono riuscite ad allestire le loro tende. Anche la famiglia di Mohammed si è spostata sulla spiaggia. Ormai la gente di Gaza è ammassata nell’11% di quello che già era un territorio piccolo e sovraffollato. Solo nel mese di agosto gli ordini di evacuazione sono stati 12 e hanno costretto ben 250.000 persone a rimettersi in fuga.
23 agosto
Oggi Mohammed è riuscito ad aggiornare i dati relativi ai bambini e alle bambine coinvolti nelle attività educative e ricreative che le maestre e l’assistente sociale de La Terra dei Bambini continuano a portare avanti con impegno incessante. Dal 7 ottobre, ovvero da quando sono scappate dalle loro case si impegnano per continuare a offrire un servizio educativo “in emergenza”, per lo più utilizzando le tende dove si sono rifugiate, che durante il giorno vengono adibite a spazi di accoglienza, gioco e educazione per i minori. Oltre a quelli della fascia pre-scolare, la maggioranza dei bambini e delle bambine coinvolti sono stati quelli tra i 7 e i 12 anni, con i quali si è cercato di ristabilire una routine educativa, riprendendo seppur con grandi difficoltà a fare scuola. Inoltre, attraverso il gioco, la manipolazione della sabbia e di altri semplici materiali di recupero, il disegno quando si trovano i materiali, la lettura animata di storie – anche allestendo dei semplici puppet-show – semplici esercizi calmanti basati sull’ascolto del respiro, le maestre ricreano uno spazio dedicato all’infanzia, fondamentale momento di svago e di supporto per gestire la paura, le enormi difficoltà quotidiane e il trauma. Dal 7 ottobre le maestre hanno coinvolto nelle loro attività ben 662 minori (circa 39,8% maschi, 60,2% femmine) di cui 8 di 2 anni, 200 tra i 3 e i 6 anni, 360 tra i 7 e i 12 anni, 39 tra i 13 e 16 anni, 55 di cui non è stato possibile registrare l’età. Quelli coinvolti nelle attività attualmente in corso sono 133.
25 agosto
Sappiamo che a Deir Al Balah, dove si concentra gran parte della popolazione sfollata, tra cui Fatima, Rehab e Bilal, oggi è in corso un’operazione militare pesantissima. Temiamo che debbano scappare un’altra volta o peggio. Fatima risponde quasi subito: “Per fortuna non siamo dovuti scappare, ma qui è tutto più che orribile e difficilissimo”. Poco dopo come al solito riesce a inviarci delle fotografie bellissime, un’attività creativa con le bambine, disegni pieni di colori. Quello che le nostre maestre stanno riuscendo a fare per i più piccoli è bellissimo e non smetteremo mai di dirglielo e di sostenerle.

30 agosto
“Nonostante il fatto che non ci sentiamo al sicuro, oggi siamo tornati a pulire casa”, ci scrive così l’ingegnere Abu Karim, commentando il video che ci ha inviato. Della sua casa solo i muri portanti sono in piedi, il resto un cumulo di macerie. Eppure è lì, con la moglie e i figli, con la forza di immaginare ancora un futuro.
6 settembre
Ormai da una decina di giorni le immagini di distruzione che arrivano dalla Cisgiordania assomigliano terribilmente a quelle di Gaza. La stretta dell’esercito israeliano sulle città nel nord – Jenin, Tulkarem, Nablus e Tubas – e in particolare sui campi profughi è durissima e ancora in corso. Dall’ingegnere Ahmad, che ha collaborato con Vento di Terra seguendo i lavori alla Scuola di Gomme, ci sono arrivati nei giorni scorsi brevi video terribili, girati dalla finestra di casa sua a Jenin, con file lunghissime di mezzi militari e soldati in assetto da guerra. Hanno occupato gli ospedali, impedito alle ambulanze di muoversi, distrutto strade e rete idrica. ”Purtroppo ci stiamo abituando a questa brutta situazione”, ci scrive.









