A titolo introduttivo dobbiamo dire che dai partiti che si professano “progressisti” noi simpatizzanti, sotto varie forme, ci aspettiamo non solo che difendano nelle sedi istituzionali i valori sacri della democrazia italiana, come l’antifascismo e il diritto al lavoro, ma anche, in quanto corpi intermediari rappresentativi e portatori di valori, che manifestino una capacità di capire e interpretare la complessità della società moderna, non solo italiana ma anche europea e mondiale.

Ai partiti si associano poi centri studi, fondazioni, associazioni, università, insomma tutto un mondo che professa di vivere grazie all’intelletto messo al servizio del bene comune.

Tutto questo mondo, che chiamo globalmente la “sinistra italiana”, sta litigando su moltissimi temi, dall’immigrazione alle guerre – l’invasione dell’Ucraina e l’eterno conflitto Israele-Palestina, passando per questioni di bassa cucina politica come le candidature ai posti disponibili nelle istituzioni pubbliche e para-pubbliche.

Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, due schieramenti (repubblicani e democratici) opposti su molti fronti – ma non su tutti – si stanno combattendo in maniera sempre più aspra. Ricordiamo alle lettrici e lettori di questo testo che sull’indirizzo di fondo in materia economica, fra i due schieramenti non si vedono grosse differenze, tutt’altro. Ambedue sostengono la necessità di una reindustrializzazione dell’America, con un protezionismo esacerbato che crea difficoltà crescenti agli alleati storici europei. Il paradigma di questa svolta protezionista, nel Paese degli apostoli del “libero mercato” è l’Inflation Reduction Act (IRA), che Trump sognava di poter fare e che Biden-Harris hanno proposto e fatto votare, iniettando una quantità stratosferica di miliardi nell’economia nazionale.

L’IRA è il principale strumento della guerra in corso per la supremazia economica che vede Cina e Stati Uniti su fronti opposti. L’Europa, in questo scenario, è la variabile di aggiustamento, come dicono gli economisti, cioè il coccio di vetro tra due giganti d’acciaio.

Ma è su un altro tema che voglio attirare l’attenzione, e questa volta molto divisivo tra i due candidati e le forze che li appoggiano. Il tema è quello del “genere”, visto dai Trumpiani come una manovra satanica per indebolire il maschio americano e quindi l’America, e da Harris e i Democratici come una necessaria evoluzione in termini di uguaglianza di diritti tra donne e uomini. La battaglia si polarizza nei media attorno al tema dell’aborto, ma lo tsunami di cui parlo viene da una profondità maggiore.

Una decina d’anni orsono è sorto negli Stati Uniti un movimento conservatore che idealizzava il posto della donna nelle mura domestiche per dedicarsi al marito, alla cura dei figli e degli anziani e in generale a tutti i compiti della sfera domestica. Si trattava all’inizio di una di quelle bizzarre novità che spuntano in quel paese, ma poi la crisi Covid ha cambiato il dato di fondo. Costringendo a casa una buona parte della popolazione americana (ed europea) la questione della sfera domestica e di chi deve fare cosa per tenere in piedi una famiglia, ha ricominciato ad essere presente nelle riflessioni dei circoli conservatori.

Sono gli anni in cui il fenomeno degli e delle influencer ha messo radici, di là e di qua dell’oceano, funzionando come un acceleratore di tendenze che sembravano marginali. Poco a poco le “donne tradizionali” (Traditional Wives) hanno cominciato a trovare degli spazi comuni nelle reti sociali, con eroine che riportavano in auge un periodo mitico della storia recente degli Stati Uniti, il secondo dopoguerra.

Il movimento delle Trad Wives ha trovato la sua sede politica naturale in quel mondo patriarcale, bianco e iper-conservatore che segue Donald Trump come fosse un messia. Le Trad Wives si sono trovate immediatamente un nemico acerrimo da combattere: il femminismo e tutto il pacchetto di diritti per i quali si battono donne (e uomini) in molti paesi del mondo. La loro ideologia è centrata sulla naturale diversità della donna e dell’uomo e sulla necessaria “sottomissione” (secondo loro così è scritto nella Bibbia) della prima al secondo.

Il maschio deve occuparsi di portare a casa i soldi per mantenere la famiglia, prendere tutte le decisioni che si impongono, comprese nella sfera sessuale, e le mogli devono fare tutto il resto: aprire le gambe quando il maschio lo richiede, tener pulita e in ordine la casa, occuparsi dei familiari e tutto il resto, senza alcun diritto di obiettare.

È un salto all’indietro di molti decenni che, in teoria, dovrebbe preoccuparci assai, se avessimo una classe politica (parlo del mondo progressista) capace di vedere al di là del proprio naso.

Le Trad Wives sono già sbarcate in Inghilterra, Francia e Germania, quindi non ci vorrà molto che arrivino anche in Italia[1], spinte dalla vittoria di Trump, l’appoggio tacito di una Chiesa che resta ancorata a valori retrogradi e l’appoggio esplicito di forze politiche di destra, da Forza Italia a Fratelli d’Italia e alla Lega.

Se oltre 50 anni fa Maria Rosa Dalla Costa[2] e altre[3] avevano scoperchiato il vaso di Pandora della sfera domestica come luogo di assoggettamento del femminile, sforzo fondamentale per aprire la strada a una riflessione che poi non si è portata avanti, con gravi colpe del partito numericamente più forte della sinistra, adesso assistiamo alla preparazione di un uragano che rischia di ricacciarci indietro di ben oltre mezzo secolo.

Il nostro governo di destra fa la sua parte in questa direzione, ma non è che altri governi europei moderatamente di centro-sinistra facciano qualcosa di diverso o abbiano capito la minaccia che si profila. Ecco perché diventa urgente aprire gli occhi e soprattutto farli aprire a chi ha posizioni apicali nel mondo progressista.

Noi del gruppo IPAD (Indicatore di Parità Domestica) stiamo cercando da qualche tempo di sensibilizzare sia le compagne del mondo femminista[4] che i nostri (pochi) contatti nel mondo della politica “progressista”. Finora solo un partito, piccolo ma con una storia interessante alle spalle, ci ha chiesto di collaborare per iniziare un cammino che porti a riequilibrare la sfera domestica attorno al principio dell’uguaglianza di diritti e doveri. Un cambio radicale su cui costruire una società migliore e comunque diversa, esattamente l’opposto di quello che vogliono le MidWives. A livello nazionale, sia nel PD che in altri partiti, movimenti e/o sindacati, nessuno si muove.

La battaglia che abbiamo di fronte, quella centrale per costruire un mondo migliore, parte dalla sfera domestica e non, come in tanti e tante pensano, dalla questione ambientale o climatica. Anche il Papa si è sbagliato di grosso con la sua enciclica Laudato Sì dove, al corretto appello a una nuova armonia tra uomo e natura, non ha anteposto la necessità di creare armonia e uguaglianza alla base del nucleo fondante, cioè la famiglia. Possiamo capire che si tratta di un tema che il Papa e i suoi accoliti conoscono poco, cioè solo dalla parte maschile, ma questo non è il caso dei partiti progressisti, in primis quel PD che sfoggia una Segretaria donna come fosse l’evidenza stessa di stare dalle parti delle donne. Non è così, e più tempo perdono più sarà difficile dopo.

Paolo Groppo già funzionario della FAO, Membro di Ecofemminismo e Sostenibilità

Ultimo libro pubblicato: “Quando Eva bussa alla porta: donne, terre e diritti”, Ombre Corte, 2023 (con E. Cangelosi, E. Siliprandi e Ch. Groppo)

[1] https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2024/04/16/casalinghe-trad-wives-mogli-tradizionali-influencer-conservatrici-gen-z/

[2] https://www.liberazioni.it/biblioteca/potere-femminile-e-sovversione-sociale

[3] https://www.ombrecorte.it/index.php/prodotto/oltre-il-lavoro-domestico/ ; https://www.ombrecorte.it/index.php/prodotto/il-punto-zero-della-rivoluzione/ ; https://www.francoangeli.it/Libro/Una-lotta-femminista-globale.-L%27esperienza-dei-gruppi-per-il-Salario-al-Lavoro-Domestico-di-Ferrara-e-Modena?Id=25687

[4] https://www.noidonne.org/articoli/il-domestico-politico-cosa-laindice-di-parit-domestica-o-ipad.php ; https://diversity-development.com/wp-content/uploads/oltre-la-punta-dell-iceberg-paolo-groppo.pdf

 

 

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